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MarcelOrmai al termine dell'esperienza di exchange student per l'a.s. 2017-2018, il nostro ospite canadese Marcel Gummert ci regala una riflessione su che cosa spinge un ragazzo della sua età a scegliere di trascorrere un anno all'estero e su come un'esperienza di questo tipo possa arricchire e "segnare" positivamente il percorso formativo di uno studente.

Vorrei cominciare dicendo che in realtà é molto più che soltanto un anno come potrebbe sembrare. Io ad essempio ci ho messo un sacco di tempo prima di essere partito per l’italia, a decidere quello che avrei voluto fare. Avendo finito la scuola 2 anni prima (a 16 anni), mi ha permesso di scegliere il mio futuro da una età, a cui di solito tanti giovani non sanno nemmeno quello che vogliono fare con la loro vita. Se l’avessi voluto, sarei potuto andare subito all’università, ma dato il mio charattere, non l’avrei mai fatto. E è cosi che sono finito qui in italia. Avevo deciso di fare un anno all’estero, sopratutto per imparare una altra lingua.

Mi ricordo ancora alla mia prima settimana qui in italia. Non capivo proprio niente, ma non mi faceva paura. Ero stra felice di poter cominciare un nuovo capitolo della mia vita, senza i genitori, in una ambiente straniera. Era proprio quello che mi piaceva, la sfida di dover imparare ad intregarmi in una nuova ambiente. Da quel momento sapevo che il mio scopo più importante per quest’anno sarebbe stato di imparare la lingua. E mi fa ridere perche non sono mai stato uno che studia. In Canada non dovevo mai studiare, dato che la scuola li non è cosi impegnativa. Piu che altro, non riuscivo mai a mettere giu la testa e studiare una cosa che non mi interessava. Invece  con l’italiano, studiavo come mai prima, perchè mi piaceva studiare, e di poter vedere ogni giorno il mio miglioramento. Poi, la grammatica italiana (credo che sia la parte piu dificile) mi ha fatto girare la testa tante volte, è molto piu complessa che quella inglese. Ci ho messo molto tempo per impararla, e ovviamento sbaglio ancora, pero diciamo che ormai riesco ad esprimermi in modo che la genta mi capisca.

 

La scuola qui in Italia è molto piu difficile al confronto a quella in Canada. Nel senso che qui, i ragazzi  sono più impegnati con le materie e i compiti. Io mi sono trovato bene al’aselli. Anche se quello che si studia qui (cioè la scienza) non è proprio il mio, sono riuscito a trovare modi per impegnarmi lo stesso. Non andavo in classe molto dove c’erano i miei compagni di classe della 4BLSA. I primi due mesi ero in classe tutti i giorni, poi mi sono reso conto che in biblioteca facevo molto di piu per imparare l’italiano che in classe. A parte quello però, mi sono trovato molto bene con i ragazzi qui. Ho conosciuto tanta gente, gente che mi ha fatto sentire parte della scuola. Erano tutti simpaticissimi, e sono stato molto fortunato.

Con Rotary, i ragazzi dello scambio vengono ospitati da 2 o tre famiglie nell’anno. Io ho avuto molta fortuna con le mie, che mi sono trovato benissimo. Tutte tre erano sempre li quando avevo bisogno di qualcosa. Mi hanno anche fatto sentire come se fossi un figlio loro e per quello sono molto grato.

Poi ci sono le amicizie che ho fatto quest’anno. Dalla prima settimana al calcio che giocavo alla sported per 6 mesi, o pure qui a scuola. Sopratutto però gli altri exchange. Una cosa è sicuro; solo gli exchange possono capire che cosa significa ad essere in un mondo completamente diverso al tuo. 

Prima di finire devo per forza parlare di Rotary. Rotary è una organizzazione che fa di tutto. Nel mio caso, mi hanno dato l’opportunità a fare questa esperienza qui in Italia. Se non ci fosse stato Rotary, non sarei  mai riuscito a fare tutto quello che ho fatto fino adesso, e allora gli ringrazio.

Ma quindi che cosa significa un anno all’estero?

Significa un capitolo della mia vita che non dimenticherò mai.

Significa una esperienza unica, che non si può fare in nessun’altra maniera.

Significa una sfida che ti spinge ad essere una persona più completa.

Significa la possibilità di una crescita del carattere di una persona.

Insomma, credo che questa scelta di fare un anno all’estero sia stata la migliora nella mia vita fino adesso. Ho scoperto molto di me stesso, come la mia passione per le lingue ad esempio. Ringrazio tutti quelli che hanno fatto parte della mia esperienza qui in Italia. Non ho lasciato soltanto un pezzo della mia vita qui, ma anche un pezzo del mio cuore. Quanto bello è stato quest’anno, in questo posto meraviglioso.

Marcel Gummert,

Ottawa, Canada,

07/06/2018

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