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Hai ragione , caro Luca, sognare, cioè pensare al futuro, è fondamentale per costruire bene la propr...
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Quest'anno la classe 3BLSA ha conseguito una quantità stupefacente di progetti extra curricolari che...
Sono molto contento che la visita sia stata di vostro gradimento.
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Marcello Pagani, classe 3B, ci racconta la bella esperienza della visita alla prestigiosa pinacoteca bolognese. Riportiamo anche il collegamento all'articolo che il quotidiano online Welfare Cremona Network ha dedicato all'esperienza didattica della 3B.

pinacoteca bolognaIl giorno venerdì 13 marzo la classe 3^B del liceo scientifico G.Aselli di Cremona ed alcuni alunni della classe 2^B dello stesso istituto, accompagnati dai docenti di scienze e di italiano, si sono recati a Bologna per visitare la pinacoteca nazionale situata in Via Belle Arti 56, nel quartiere universitario della città e per portare alcune cassette di farfalle per la mostra d'argomento naturalistico “Tra nature e stagioni”.

Questa esposizione vorrebbe far osservare le opere esposte soffermandosi da un lato sullo svolgersi delle stagioni e dall’altro sull’attenzione scientifica verso la natura e le farfalle raffigurate nel dipinto di Stanchi.

Gli alunni della classe 3^B, che avevano già sviluppato un progetto sul quadro “Fiori in un bicchiere” di Jan Brughel riguardante questo legame tra arte e scienza, con l’aiuto dell’insegnante M. Cristina Bertonazzi hanno classificato le diverse farfalle presenti nel dipinto, che saranno poste in quattro cassette entomologiche accanto alle opere esposte nella Pinacoteca.

Tale pinacoteca ha sede nello stesso edificio storico che ospita l’Accademia di Belle Arti e, nonostante sia tra le meno conosciute del nord Italia, offre una vasta panoramica della pittura bolognese e non dal XIII al XVIII secolo.

La collezione ha il suo nucleo principale nell’arte sacra, molte opere infatti provengono da chiese e conventi bolognesi che furono soppressi in età napoleonica, ma vi è comunque una grande varietà artistica, passando da pale d’altare e polittici fino a sinopie e affreschi.

Dal 1997 sono accessibili al pubblico oltre 30 sale espositive suddivise storicamente per scuole.

Il percorso espositivo prevede quattro sezioni principali: Medioevo, Rinascimento, Manierismo, Seicento-Settecento.

Ruolo dominante e caratterizzante nella raccolta riveste la produzione barocca, alla quale è dedicata una delle aree più significative del museo, ossia la Sala dei dipinti seicenteschi di grande formato, che vanta capolavori di grandi artisti come Giacomo Cavedoni, i Carracci, Guercino, Francesco Albani e Domenichino, oltre che ad alcuni dipinti degli allievi dell’Accademia degli Incamminati e di altri esponenti della scuola pittorica bolognese del ‘600, tra cui Alessandro Tiarini, Lorenzo Pasinelli, Burrini e Domenico Canuti.

Dei Carracci sono presenti i più importanti dipinti di Ludovico, Annibale e Agostino, mentre per quanto riguarda Guercino è presente il capolavoro giovanile de “La vestizione di San Guglielmo”.

Numerose sono anche le opere di Guido Reni, di cui si possono ammirare “La Crocifissione”, “La strage degli innocenti” e molte altre.

All’ingresso è presente il “San Giorgio e il drago” di Vitale da Bologna, dipinto di grande impatto e affiancato da un crocifisso di scuola duecentesca.

Durante la visita la classe è stata accompagnata da una guida, la quale ha soffermato la propria attenzione proprio sulle sale del Barocco e più in particolare sulla sala 29.

Questo salone ottagonale è adibito principalmente ad attività didattiche o conferenze e alle pareti sono esposti dipinti appartenenti alle correnti artistiche del seicento.

Qui infatti si trovano la “Nascita del Battista” di L. Carracci, il “Battesimo di Cristo” di Albani e tanti altri.

La guida ha illustrato alla classe tutti i dipinti della sala e ne ha spiegato la storia indicandone la provenienza.

Si è poi concentrata su un dipinto in particolare, cioè la “Madonna del Rosario” di Domenico Zampieri, detto Domenichino (Bologna 1581-Napoli 1641).

Questo dipinto olio su tela risale al 1625 circa e fu commissionato dalla famiglia dei Ratta all’inizio del XVII secolo per essere poi destinato alla chiesa di San Giovanni in Monte.

In età napoleonica venne portato in Francia, ma fu restituito nel 1815.

Il dipinto fu molto apprezzato dai contemporanei, ma andò anche in contro a critiche dovute all’oscurità del significato e dei simbolismi presenti soprattutto nelle scene raffigurate nella parte inferiore dell’opera.

Dopo aver ammirato gli ultimi dipinti della sala 29, tra cui il “Martirio di Agnese”, sempre di Domenichino, e “San Bruno in adorazione della Madonna col Bambino in gloria” del Guercino, la visita guidata si è conclusa e la classe ha fatto ritorno a Cremona.

 

Vedi l'articolo "Studenti dell'Aselli da Cremona a Bologna, alla scoperta della Pinacoteca Nazionale", pubblicato l'8 aprile 2015 sulle pagine online di Welfare Cremona Network

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