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Hai ragione , caro Luca, sognare, cioè pensare al futuro, è fondamentale per costruire bene la propr...
Guest - Gianedoardo Pugliesi
Quest'anno la classe 3BLSA ha conseguito una quantità stupefacente di progetti extra curricolari che...
Sono molto contento che la visita sia stata di vostro gradimento.
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Riccardo Barbieri, classe 5G, ci propone la cronaca di un pomeriggio di ordinaria... follia matematica, vissuto dal gruppo di studenti dell'Aselli che hanno recentemente partecipato alla Disfida matematica (Olimpiadi di matematica a squadre)

 

disfidaUna mattina grigia e piovosa di Marzo vede 7 ragazzi e un professore incamminarsi per via Palestro, in orario scolastico. Cosa staranno mai facendo? Bigiando? Improbabile, data la presenza di un docente. Andando a una conferenza? Solo in sette? No, deve esserci qualcosa di più. Una gara? Già, ma quale? Un’olimpiade! E di che cosa? Beh, siamo in uno scientifico, di cosa se non di matematica?
Forse molti di voi non lo sapranno, ma i 7 migliori matematici dell’Aselli, venerdì 8 Marzo, festa della donna, sono andati a Brescia, per rappresentare tutta la nostra scuola alle olimpiadi di matematica a squadre, per la prima volta nella storia del Liceo! Questi magnifici sette sono: Alessandro Guarneri e Raffaele Zappalà, di 2^B, Nunzio Zignani di 3^C, Riccardo Barbieri, Tania Bossio, Alice Bartoletti di 5^G (sezione in via di estinzione) e infine Paolo Zappalà, di 5^B. Però non va dimenticato l’ottavo! Già, perché qualificato vi era anche Luca Borella, di 5^B, che, con grande spirito cavalleresco, non essendo possibili 8 partecipanti, ha lasciato il posto ad Alice!


Ma basta con i convenevoli, passiamo al racconto di questa avventura! Partiamo a mezzogiorno dall’atrio dell’Aselli, noi 7 più il professore Alberto Ferrari, 8 persone con 4 ombrelli, mentre pioveva a dirotto: non male come inizio! Arriviamo in stazione, facciamo i biglietti, controlliamo e vediamo che il nostro treno è dato in partenza dal binario “.”. Avete letto bene, non è un errore, proprio il binario “.”. Che sia un binario nascosto, come il binario nove e tre quarti? Più probabile la solita inefficienza di Trenord, che alle 12.22 ci avvisa che il nostro treno partirà alle 12.23 dal binario 3 est (per chi non lo sapesse è un binario lontano 60 metri dai binari normali). Decisamente un inizio fortunato! Ma con un po’ di corsa saliamo sul treno, ci sediamo e ci rilassiamo: non vogliamo pensare alla matematica prima della gara, vogliamo solo mangiare… e mentre mangiamo finiamo col cercare di trovare la formula che descrive il numero di intersezioni tra le diagonali di un poligono qualsiasi di n lati... forse non siamo proprio normali!
Ma il viaggio prosegue, e dopo un’ora arriviamo a Brescia, e lì ci spostiamo per prendere l’autobus… che ovviamente non sappiamo da dove parte. Ma grazie all’esplorazione del prof capiamo da dove parte, e dopo pochi minuti saliamo sull’autobus che ci avrebbe condotto dritti a Folzano, luogo della gara. Sull’autobus individuiamo altri ragazzi che avrebbero partecipato alla gara, e decidiamo, una volta scesi dal pullman, di seguirli per arrivare al luogo esatto… scendiamo, camminiamo lenti in modo che ci superino, poi ci fermiamo per lasciarli passare in modo che ci indichino la via… quando scopriamo che il loro piano era esattamente di seguire noi sperando che sapessimo la strada! Loro cambiano direzione, noi gli andiamo dietro, e fortunatamente giungiamo in quella palestra, dopo una piccola Odissea. Arrivati lì, un po’ agitati ed emozionati vedendo tutte quelle squadre, ci cambiamo, indossiamo la maglietta di strada, lasciamo qualsiasi attrezzo elettronico al prof e scendiamo sul campo di battaglia. Appena sceso, Raffaele mi fa notare che l’ambientazione dei problemi sarà interamente “Il Trono di Spade”, il titolo italiano del celebre telefilm basato sull’opera “A Song of Ice and Fire” di G. R. R. Martin: e ovviamente sono estasiato da questo particolare! Dopo qualche chiarimento alla giuria (ricordo che noi eravamo l’unica squadra novellina tra 31 partecipanti), ci sediamo, e aspettiamo l’ora fatidica, ovvero le 3, 14 minuti e 16 secondi (notare che sono le cifre del pi greco… decisamente i matematici NON sono normali). La nostra capitana, la Tania, va a ritirare le domande, corre al posto, sbustiamo i testi e si inizia! Decidiamo di dividerci in 3 gruppi, in modo da affrontare 3 problemi alla volta. Iniziamo benissimo, primo problema risolto dopo meno di 5 minuti, un altro dopo altri pochi minuti, problema jolly esatto dopo 10 minuti. E ci ritroviamo secondi! Ma non sappiamo quello che ci avrebbe atteso… Già, perché alcuni problemi sono improponibili, e a nostro sfavore gioca la nostra inesperienza, il nostro scarso allenamento (la maggior parte delle altre squadre avevano addirittura svolto delle gare di preparazione) e l’emozione “della prima volta”: tutto ciò si fa sentire alla lunga, e ci ritroviamo 15esimi. Ma non lo possiamo accettare, l’Aselli si merita ben di più! E con uno strappo finale, risolvendo il 24 esimo problema (che solo in 3 squadre hanno fatto) e un altro problema, riusciamo a strappare un onorevolissimo 11esimo posto.
Sì, non siamo passati, mentre i primi 5 andranno a Cesenatico: ma il prof ci esorta a non scoraggiarci, e ci fa notare giustamente come questo risultato abbia quasi dell’incredibile, dato che il nostro unico allenamento è stata un’ora e mezza in aula magna 2 giorni prima della gara!
Ferrari ha ragione, l’unica tristezza per noi di quinta è che non possiamo dire: “ Ci riproveremo l’anno prossimo…”. Ma abbiamo visto quali promettentissimi giovani abbiamo e siamo sicuri che, magari con un po’ di allenamento in più, l’anno prossimo passeranno, andranno a Cesenatico e porteranno in alto il nome dell’Aselli!
Noi abbiamo aperto la strada, ora sta ai giovani percorrerla fino in fondo!

 

Un video dei "nostri eroi"

 

 

Il link al sito della Disfida matematica

  • Vedo solo ora il simpatico racconto di Riccardo: complimenti a tutti voi! Non ho parole per esprimer la mia ammirazione...
    Posso però aggiungere la mia testimonianza sulle apprezzabili doti umane di alcuni dei partecipanti, coi quali ho condiviso il viaggio a Barcellona. Non solo cervelli ben funzionanti ma piacevolissimi compagni di avventure, capaci di divertirsi e di adattarsi alle diverse situazioni, per cogliere dall'esperieza quanto di meglio ha potuto offrire.

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