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A cura di Matilde Passamonti (classe 4B) e Chiara Ventura (classe 5B)


intervista ing ParmaImpareggiabile e preziosa è stata per gli studenti del Liceo Scientifico Aselli la visita che l’ingegnere Vittorio Parma – capo del dipartimento di Tecnologie degli acceleratori del CERN di Ginevra – ha riservato alla mostra di chimica “Alchimix dopo l’anno della chimica… la chimica negli anni.” allestita da alcune classi del liceo stesso, con l’intento di far conoscere la chimica nei fenomeni e nelle azioni più comuni della vita quotidiana, dalle origini preistoriche fino alla società contemporanea.
L’ingegnere Parma - cremonese di nascita ed ex studente del liceo Aselli - si trovava ieri in città nel ruolo di relatore sul tema: “ Il CERN: acceleratore di nuove applicazioni energetiche” che si inserisce nel ciclo di conferenze "Vivere con Energia" organizzato dall’associazione culturale "gli ex dell’Aselli".


Prima del suo intervento in Sala Puerari l’ingegnere ha avuto modo di essere guidato nella visita alla mostra da alcuni studenti , sottolineando così quel concetto fondamentale che è la trasversalità delle materie scolastiche e del sapere in generale: “Fisica e chimica sono sì due scienze distinte ed è importante che ciascuna mantenga caratteristiche proprie, ma è fondamentale riconoscere che la collaborazione tra queste due porta a risultati eccellenti altrimenti non ottenibili” spiega l’ingegner Parma, che con estrema disponibilità e simpatia si è anche prestato ad un’intervista esclusiva per gli studenti presenti alla mostra, chiarendo i dubbi e soddisfacendo le curiosità dei ragazzi:
La costante c (velocità della luce) deve considerarsi un limite assolutamente invalicabile per motivazioni sperimentali incontrovertibili o è solo un limite postulato da un’ipotesi scientifica poi trasformata in dogma?
“L’insuperabilità della velocità della luce fu prima formulata come ipotesi dal principio di relatività di Einstein; si passò quindi ad esperimenti per misurare l’effettiva velocità della luce, che furono condotti con precisione sempre più elevata fino a giungere al valore che oggi noi tutti conosciamo (300000 Km/s); da qui si è poi dimostrata sperimentalmente la sua invalicabilità, che attualmente,con i mezzi che disponiamo rimane indiscutibile”.
I primi studi della dottrina atomista greca avevano definito la materia come composta da atomi indivisibili e da vuoto; in seguito gli studi dei primi del ‘900 hanno individuato la distinzione interna all’atomo in nucleo e vuoto; il modello atomico attuale ha dimostrato che nemmeno il nucleo è
compatto, ma formato da subunità. E’ possibile che questa divisibilità della materia che si scopre più profonda nel corso degli studi secolari, sia in realtà infinita?
“Per rispondere a questa domanda occorre ricordare che dagli anni ’20 del 1900 si incominciò ad adottare una metodologia probabilistica riguardo a ciò, che nel tempo fino ad oggi ha completamente scalzato l’ideologia deterministica con cui si affrontava questa domanda. Dunque non ci è attualmente possibile definire con precisione la posizione che una subunità occupa sulla scala della divisibilità della materia, né da
quanti livelli sia essa formata: diciamo che per ora, con gli strumenti a disposizione, è da assumersi come corretto il modello atomico attuale”.
A quanti volessero intraprendere una carriera simile, seguendo le sue orme, l’ingegnere consiglia innanzitutto naturalmente una disciplina scientifica e poi “seguire il proprio istinto e tanta passione”: perché anche se di scienza si tratta, non vuol dire che tutto si esaurisca a un’aridità numerica, e l’ingegnere Parma con il suo interessamento e la sua partecipazione, l’ha esemplarmente dimostrato.

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