Guest - Joe
Hai ragione , caro Luca, sognare, cioè pensare al futuro, è fondamentale per costruire bene la propr...
Guest - Gianedoardo Pugliesi
Quest'anno la classe 3BLSA ha conseguito una quantità stupefacente di progetti extra curricolari che...
Sono molto contento che la visita sia stata di vostro gradimento.
Speriamo di vedervi nuovamente!
...

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Pubblichiamo sul sito le Schede di lettura iconografica, utile guida per un'analisi delle opere del Caravaggio. L'ebook è stato interamente realizzato da due classi "Generazione Web" del Liceo Aselli: la classe 5ALSA e la classe 5B, coordinate dal prof. Riccardo Lazzari.

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 Il lavoro è frutto di integrazione delle lezioni frontali, delle notizie riportate nel libro di testo e dei materiali reperiti in Internet, opportunamente "filtrati" e rielaborati. Uno degli obiettivi del lavoro è anche quello di produrre un libro in formato digitale che possa costituire, per le classi successive, un utile strumento di studio o di approfondimento. 

Il pregevole lavoro degli studenti delle due classi resterà a disposizione nell'area riservata ai docenti e agli studenti, sotto la voce di menu "Materiali didattici", andando ad arricchire i materiali già presenti (lezioni, dispense, presentazioni...) elaborati da studenti e docenti nel corso degli anni.

Vedi l'ebook

 

 

 

 

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E. Bonetti, C. Carotti, A. Lovati, A Zidouh, delle classi 3ALSA e 4ALSA, ci offrono una presentazione sulla figura e sulle opere di madre Teresa di Calcutta .

Immagini Madre Teresa di Calcutta

 

Scarica la presentazione in formato pptx, cliccando sull'icona:

icona ppt 

 

 

 

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The reading of the poem "Gabbiani" written by the italian poet Vincenzo Cardarelli, suggested the idea to write poems dedicated to favourite animals, using it as a pattern on which the students have composed their poetry, manipulating the english words and structures studied over this year

Gabbiani

Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro,
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
com'essi l'acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch'essi amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino è vivere
balenando in burrasca.

 

leoniLIONS by  Chiara Torri

I don't know where lions go to sleep,

where they love staying.

I'm not like them but I'd love to

I would like to be strong like them,

I would like to be wild like them. 

I just want to go away and be alive like they are.

 

tigriTIGERS by Allegra Ferrari 

I don't know where tigers live their lives,

where they prefer hunting.

I'd like to be like them 

powerful, intresting and elegant.

I live my life as they catch their food

and like them  I love  action,

the action of the scary jungle.

This is the way I'm going to live my life,

seizing the day.

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Il gruppo fotografico del Liceo Aselli, coordinato dal prof. Riccardo Lazzari, ci offre una selezione dei lavori realizzati in quest'anno scolastico

Bodini n2230Ecco i link agli album fotografici pubblicati su Google Foto

 

https://goo.gl/photos/SiVpDzsSYjdykVWS8

 

https://goo.gl/photos/yn7pEkdZjyA4Ke4s5

 

 

 

 

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Alessandro Ariazzi, classe 1DLSA, ci offre le sue personali riflessioni sulla testimonianza di Francesco Messori, capitano della Nazionale Amputati di calcio, intervenuto nel monteore del mese di aprile.

onelegSinceramente quando hanno annunciato il monteore di aprile per le classi prime, non mi sarei aspettato che a parlare sarebbe stato un ragazzo proprio come noi, o meglio con qualche hanno in più e con “soltanto una gamba in meno” come lui stesso si è definito. E’ proprio stata questa gamba, che secondo me, ha dato a Francesco la forza e la voglia di vivere che molte persone, magari più fortunate di lui, invece non hanno. Queste spesso danno tutto quello che viene offerto loro dalla vita come qualcosa di scontato, cosa che invece Francesco non ha fatto.
Raccontando la sua storia ci ha fatto capire che per lui questo handicap non è mai stato un problema, un peso da sopportare, ma una spinta per continuare ad andare avanti. Durante tutta la conferenza, se si può chiamare così, Francesco ha continuato a ribadire di essere stato “fortunato” a nascere senza una gamba, a differenza di quelli che l’ hanno persa a causa di un incidente, di una malattia … e con questo “paragone” è stato in grado di farci capire come una sfortuna nella vita si può trasformare all’improvviso in un’enorme fortuna.
Non sono mai stato in grado di vedere le cose da questa prospettiva, ogni cosa brutta che ho visto o che mi è capitata l’ho sempre considerata come un peso da portare in spalla, come un qualcosa che mi impedisse di andare avanti, non sono mai stato in grado di vedere il lato positivo di questo “svantaggio”, finchè non ho sentito parlare Francesco.

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La classe 4ALSA, guidata dalla prof. Clara Manganati, ci offre le sue riflessioni "in immagini" in questo video preparato in occasione del viaggio della memoria (19-21 aprile 2016) al campo Les Milles in Provenza.

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MichelangeloCaro Barch, la notizia di sabato ci ha spiazzati tutti.

Tra di noi alcuni ti conoscevano di più, altri di meno, ma in ogni caso abbiamo tutti vissuto con te almeno per quelle cinque ore al giorno, sei giorni su sette. Di certo l'ultima cosa che avremmo desiderato fino a qualche giorno fa era dover pronunciare certe parole alla nostra età, alla tua età. Ma si sa, a volte la vita ti pone di fronte ostacoli, muri, talvolta montagne.

Dunque eccoci qua, tutti quanti, a salutarti a gran voce.
Grazie per ogni momento. Grazie per le tue risate, per le battute, per le parole. Grazie per l'esempio che ci hai dato nell'ambito scolastico, affrontando sempre con serietà i tuoi doveri e portando a termine i tuoi compiti, ed anche per le chiacchierate (a volte fin troppe) durante le lezioni più noiose.

Ma grazie soprattutto perché ci hai insegnato cosa voglia dire lottare, cosa significhi andare avanti nonostante tutto, che certe montagne si possono scalare anche mantenendo quel sorriso e quella spensieratezza che tu riuscivi a portare così dannatamente bene. Grazie Barch, dal profondo del cuore, perché a molti qui ora serviranno più che mai quelle lezioni di forza e di coraggio che ci hai dato.
Speriamo di rincontrarti un giorno, nel frattempo stai pur certo che non ti dimenticheremo. Mai.
Ciao, fratello.

                                                                         La tua 4A

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Marcello Pagani, classe 3B, ci racconta la bella esperienza della visita alla prestigiosa pinacoteca bolognese. Riportiamo anche il collegamento all'articolo che il quotidiano online Welfare Cremona Network ha dedicato all'esperienza didattica della 3B.

pinacoteca bolognaIl giorno venerdì 13 marzo la classe 3^B del liceo scientifico G.Aselli di Cremona ed alcuni alunni della classe 2^B dello stesso istituto, accompagnati dai docenti di scienze e di italiano, si sono recati a Bologna per visitare la pinacoteca nazionale situata in Via Belle Arti 56, nel quartiere universitario della città e per portare alcune cassette di farfalle per la mostra d'argomento naturalistico “Tra nature e stagioni”.

Questa esposizione vorrebbe far osservare le opere esposte soffermandosi da un lato sullo svolgersi delle stagioni e dall’altro sull’attenzione scientifica verso la natura e le farfalle raffigurate nel dipinto di Stanchi.

Gli alunni della classe 3^B, che avevano già sviluppato un progetto sul quadro “Fiori in un bicchiere” di Jan Brughel riguardante questo legame tra arte e scienza, con l’aiuto dell’insegnante M. Cristina Bertonazzi hanno classificato le diverse farfalle presenti nel dipinto, che saranno poste in quattro cassette entomologiche accanto alle opere esposte nella Pinacoteca.

Tale pinacoteca ha sede nello stesso edificio storico che ospita l’Accademia di Belle Arti e, nonostante sia tra le meno conosciute del nord Italia, offre una vasta panoramica della pittura bolognese e non dal XIII al XVIII secolo.

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Il prof. Enrico Carioni, già docente presso il nostro Liceo, ci offre alcuni preziosi spunti di riflessione inerenti la Resistenza Tedesca contro lo stato totalitario nazionalsocialista

 

rosa bianca“Il valore morale di un uomo si vede nel momento in cui è disposto a sacrificare la vita per le sue convinzioni”: queste parole di Hans-Henning von Tresckow (1901-1944), “einer der führenden Mitglieder des militärischen Widerstands” (H. Schulze), uno dei principali esponenti militari della Resistenza Tedesca della seconda guerra mondiale, esprimono bene la notevole levatura morale e civile di quanti in Germania prima e durante il conflitto combatterono contro lo stato totalitario nazionalsocialista; infatti la bomba posta il 20 Luglio 1944 dal Colonnello Claus Schenk von Stauffenberg (1907-1944), appartenente ad una famiglia della nobiltà Cattolica della Svevia, a Rastenburg in Prussia Orientale (quartier generale di Hitler) rappresentò il momento più eclatante dell’azione di un movimento di resistenza – quello tedesco – che coinvolse la parte migliore della Germania di quei tempi.

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Emma Berg è una studentessa americana arrivata in Italia nell’Agosto 2013 nell’ambito del progetto Rotary Youth Exchange. Questo è il suo commento sulla sua esperienza qui all’Aselli ed in Italia.

 

When I was preparing to leave my home for Italy, I knew that spending a year abroad was going to change me. I knew that I would meet many new people and have a lot of new experiences, but I never thought that I would ever get to this point, the last month, and be changed so much.

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Luca Gerevini, 3B LSA, ci offre una sua riflessione sul ruolo degli ideali, dei sogni, delle aspirazioni nella vita di un giovane.

 

idealiFin da piccoli tutti volevano diventare dei super eroi, delle star, degli sportivi di fama mondiale ma cos’è cambiato? Come si evolvono i sogni per un giovane ragazzo? Ormai a quest’età iniziamo ad essere consapevoli dei nostri mezzi e di quali possono essere le nostre vere potenzialità. Molti sogni si spengono perché sappiamo che non si realizzeranno mai, fa parte della nostra crescita. Questo però è il momento in cui i sogni rimasti sono più vicini alla loro realizzazione, si trasformano in una possibilità per il futuro e sono proprio loro a smuoverci per raggiungere i nostri obiettivi. Il sogno più importante di un giovane ragazzo è quello di avere un bella vita e ogni cosa che faremo, come lo studio, l’università, il lavoro, serviranno esattamente a questo.

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Resoconto "a luce rossa", è il caso di dire, quello che Chiara Maninetti di 4BLSA ci regala, dopo aver visitato con i compagni delle due classi quarte del liceo delle scienze applicate il Museo Ferrari di Maranello

 

Studenti museo 4L’Aselli punta verso il futuro della ricerca: l’indirizzo delle scienze applicate del liceo scientifico è infatti coinvolto in un progetto di collaborazione con storiche aziende leader nel campo dell'innovazione tecnologica, che ha già visto alcune classi partecipare ad un laboratorio interattivo presso gli stabilimenti Ducati, nel mese di Aprile, e a visitare il parco scientifico bergamasco Kilometro Rosso, ospitante importanti centri di ricerca di eccellenze del settore come l'Istituto Mario Negri e il laboratorio di meccatronica dell'Università di Bergamo.
Ma gli studenti dell’“LSA” non si fermano qui: il giorno 3 dicembre, infatti, le classi quarte si sono recate a Maranello presso la sede della nota casa automobilistica Ferrari, alla scoperta della storia e delle innovazioni che hanno portato la rossa modenese a diventare una delle più rinomate automobili estreme del mondo.

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Il paper di accoglienza agli exchange-students a.s. 2013-14

 

benvenutoHi everybody,

My name is Daniela Nolli and I will be your counselor at Liceo Scientifico Aselli, the Cremonese school you will attend in Italy.
I'm writing to tell you something about our school, whose organization is totally different from yours, but as Exchange students you will have to follow the same schedule as the Italian students, which will mean  being patient for the first months when your Italian is quite insufficient to understand the teachers of our school.
Part of the educational mission of Liceo Aselli is to develop student responsibility and a good work ethic: attendance is mandatory and absence is to be justified by your Italian parents - in case of missing justification students will not be permitted to enter their classroom and Rotary  will  be informed.
The process of scheduling Exchange students is based on the School Committee choices: each of you will be assigned to a class and that class will be your class up to the end of the school year; once the school year begins, students will not be permitted to replace one class for another.
A course of Italian for Beginners will be organized by the Liceo in order to give you the basic knowledge of our language. To attend this course you will be allowed to go out of the school building for the time needed, but after the Italian lesson you are supposed to come back to Liceo Aselli.
I want to insist on the importance of regular attendance, because it has been proved over the years (we have had exchange students for 10 or more years) that attendance is the guarantee of a proper  learning of the language and ,consequently, the best way to be introduced to the social life of our town.
I've read all your applications and I see you are all highly motivated: this will facilitate your experience as exchange students in Italy, where schools are more academic and less practical than the school in your countries.
This is all for now, I only wanted to give you some details so you will be prepared to do your best with my personal help and that of all of my colleagues'.
Without saying,  we are very happy to have you as our students, to prepare you together with  all the students of Liceo Aselli to became citizens of the world.


Waiting to see you on the first days  of school - Daniela Nolli -
(exchange-students counselor)
remember:  don't miss this great opportunity to learn  a lot – STAY CURIOUS, STAY POSITIVE

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Brunson Wayne, exchange student proveniente dall'Arkansas e ospitato in quest'anno scolastico nella classe 4B ci saluta e ringrazia per la positiva accoglienza

 

wayneQuest'anno ho iniziato un'esperienza di vita. Sono venuto in Italia. All'inizio ero spaventato. Avevo paura di tutto ciò che mi circondava, e di tutte le persone intorno a me. Ero felice ma non conoscevo la nuova famiglia. Sono venuto qui senza quasi niente. Non avevo amici, nessuno che mi desse fiducia facilmente. Era un settembre caldo e la scuola stava per iniziare. Ero eccitato di iniziare la mia prima lezione in Italiano. Pensavo a tutti gli amici che potevo farmi, tutti avrebbero voluto parlare con me. (infatti, ero straniero e nuovo) Quando finalmente ho incontrato qualcuno, le mie gambe hanno tremato. Mi sono seduto di fronte alla classe, perché non c'era un posto da chiamare mio. Ho raccontato la mia storia e speravo che qualcuno mi capisse. Tutti erano molto interessati, gentili, e cercavano di aiutarmi. Da quel momento ho vissuto una vita come un Italiano. Ho imparato a guardare nuovi occhi con un nuovo me stesso.

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Il prof. Enrico Carioni ci regala uno dei frutti della sua riflessione sulla Storia Cremonese

 

cartina cr 1500“Cremona e Milano lottavano per l’egemonia nella regione lombarda [...] Cremona si fece ricca e potente coi suoi navigli che solcavano il Po sino a Venezia e di qui proseguivano direttamente per Bisanzio” scrive Ernst Kantorowicz (“Federico II imperatore”, Garzanti, Milano, 1988, traduzione di Gianni Pilone Colombo, pp. 129-130); paradigma odierno di questa antica grandezza è la possente e maestosa Cattedrale, partecipe anche di momenti contemporanei non meno importanti per la Città di S. Omobono, quali i tempi di Bonomelli, Cazzani e pure Mazzolari dei quali fu testimone illustre Paolo Rota (1886-1960) da Casalsigone, che proprio sessant’anni or sono (29 Marzo 1953) entrava a Fidenza (e di cui un eccellente profilo si legge in “Il Vescovo Paolo Rota” - S. A. L. E. S., Roma, 1964 – di Natale Mosconi a sua volta Arcivescovo di Ferrara).

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Extracts from students’ logbooks in Denmark…


Friday, 24th May
I didn't have the time to realize to be in Denmark that after having had dinner we went out to meet all the others. While I was waiting for some Italian friends, I started to know and to talk with each guy I met in Stengårdsvej and I felt surprised because they all know each other so well. Suddenly the group started to increase in number until we reached all the Italian guys living in the “ghetto”, then we moved to...the McDonald!!! (Exactly, to the McDonald) and it was funny to spend the evening with so many people that (most of them) I've never seen before in a McDonald

Saturday, 25th May
What a funny weather here in Denmark! A little bit crazy! It’s 6 p.m. and the sun, come out of the clouds only fifteen minutes ago, has already started burning my porcelain skin. It’s my second day here, actually the first entire one and I really feel home. The Danish family who I’ve been hosted has welcomed me with a discreet and sweet warmth. I can understand from their cares that this experience is as important for them as it is for me. This morning, a windy and raining one, waiting me on the table of the kitchen, there was a delicious and huge breakfast: they have also bought for me what my host sister know I like to have. What to say? Very kind.  But when I thought everything was perfect, well, I got abruptly into the Iron Age (a park in which you have to pretend to be in that Time), becoming something between a wet chick, thanks to the adorable rain, and smoke meet,  thanks to the ancient fire. My lovely Nordic sister was, anyway, ready to save me with a happy family afternoon: a fast shopping and then all four together on the sea bank having one of the hugest chocolate ice-cream  I’ve ever had. Little things make a day perfect: so has been today with the chat just ended with my host sister and mum in the small front yard.
Now I’m ready for a hot shower into a black bathroom with warm floor (I love it) and then  barbecue evening with some other friends.
 

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Dopo il progetto "La voce del silenzio: Cefalonia" e la toccante testimonianza del dott. Vailati, il lavoro della classe 2BLSA racconta il dramma della Divisione Acqui

 

 

Si consiglia la visione a tutto schermo (premere sul tasto tutto schermo del player)

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Le impressioni di Camilla Malaggi, 4F

 

973613 10200704980221342 127545130 n“Viaggio della memoria a Strasburgo”, quest’anno è il turno della mia classe, il mio.
Ciò che mi spaventa maggiormente è il campo di Natzweiler-Struthof: luogo di fatica, disperazione, malattia, morte.
Eccomi davanti al cancello, supero il filo spinato e mi trovo immersa in un’atmosfera strana; non voglio camminare come un turista sulle stradine costruite a fatica, sento la necessità di scavare un po’ a fondo nella storia. Cosi le gambe diventano pesanti, gli occhi stanchi, le torrette la guardia e il terreno oltre il filo spinato la salvezza.
Mentre la mia mente è affollata da pensieri di questo tipo, i miei occhi intravedono un patibolo, la corda pende dalla cima della struttura in legno, mossa dal vento leggero; avvertimento: qui non si può fuggire, qua si deve lavorare, sai che morirai, ma prima sei utile.
Proseguo e giungo alla baracca delle prigioni; sembra assurdo vedere prigioni all’interno di un campo di concentramento. Le stanze sono piccole, altre piccolissime, con poche possibilità di cambiare posizione e respirare; devo uscire, mi sento soffocare. Quando vedo gli strumenti con cui molti giovani venivano percossi, scappo letteralmente e mi avvicino alla guida. È un uomo molto simpatico, mi porta sollievo vedere il suo sorriso, lui si è abituato a vedere queste baracche.

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Una toccante testimonianza della classe 5E, che nello scorso anno scolastico ha preso parte al Viaggio della Memoria 2012

 

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Tre begli articoli scritti da ragazzi che hanno partecipato allo scambio culturale prima fase: Lorenzo Vezzini (4A), Giulia Pietta (4A), Laura Spitti (4C)

 

carrying-shipsThe last invasion from the north came legally, funded from UE, and ready for party instead of war. The date was 9th of April, 18 P.M. : a troop of New Jutes, I heard someone call them Danes, landed in the station of Cremona, hungry for pizza, fun and Italy. But this time we were ready: ready to host them.
 The house of an Italian student was assigned to everyone of them: in fact we were so much ready that some of us remained without a guest. However, even if it was a completely different experience from living with one them, all the Italian students had the opportunity to meet these barbarians. And these were really strange barbarians.
   First of all they could be divided into different c lans. The first and most numerous of them was the “Ghetto Clan”, whose members distinguished themselves for the “hip-hop attitude” in music, dance and especially clothes, and was composed by boys and girls born in Denmark from immigrant families. Actually they had none of the features typical of a boy or a girl who grows up in a real Ghetto: they were incredibly kind, regardful with the family and grateful. Another important group was formed by “Danish blooded” people, who, apart from the clothes, were very similar to the ones from the Ghetto Clan and were good friends with them. The last and strangest tribe was the so-called “Nerd Clan”: actually,little can be said about them, because they didn’t have relationships with people who weren’t part of the c lan. The only thing we know is their great passion for information technology.

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Di ritorno da un soggiorno di studio di sei settimane in Australia, Federica Benassi, 2BLSA, ci racconta in termini entusiastici della sua esperienza.

 

beechworth wideweb  430x290Ho il viaggio nel sangue, parte del mio DNA è segnato dalla curiosità geografica e dalla voglia di andare, senza pensarci tanto, senza calcolare i rischi, senza farmi troppe domande: le preoccupazioni le lascio ai miei genitori. Proprio per questa mia caratteristica genetica e grazie all’approvazione dei miei familiari ed al sostegno dei miei professori, ho accolto con entusiasmo l’invito del Rotary Club dello stato di Victoria, per un soggiorno di 6 settimane a Beechworth in Australia.
Ho letto che “la vita è un viaggio e ogni viaggio è una storia”. La mia storia australiana è iniziata il 9 marzo, quando sono partita per Melbourne. Munita di un consistente bagaglio a mano e di una valigia di circa 30 kg, mi sono avventurata alla scoperta di un nuovo mondo.

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Gli studenti alla scoperta di come fisica e ingegno collaborano per conquistare i circuiti del moto GP

 

Ducati giornale  logoIl giorno 13 aprile le due classi terze del Liceo Aselli opzione Scienze Applicate, accompagnate dai docenti Gabriella Cattaneo, Pasquale Lonetti, Mariachiara Tolomini e Mariacristina Torresani, hanno visitato gli stabilimenti bolognesi della ditta motociclistica Ducati, inaugurando una nuova serie di esperienze volte all’applicazione pratica dei concetti teorici appresi in classe.
Durante la visita gli studenti sono stati condotti da fisici e ingegneri dell’azienda all’interno dell’area produttiva, osservando le varie fasi della catena di montaggio e collaudo, durante le quali pezzi grezzi sono trasformati in fiammanti motociclette pronte per solcare le strade di tutto il mondo.

Nel museo Ducati alunni ed insegnanti hanno scoperto la storia della nota casa: dai primi anni come produttrice di radio e rasoi elettrici, alla conversione nel dopoguerra per la realizzazione di motori, fino ad arrivare alle potenti moto vincitrici di Gran Premi e competizioni mondiali, avendo modo di ammirare gli esemplari vincenti delle più note gare motociclistiche.

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Ecco la fatica letteraria dei giovani studenti della 1B, che hanno elaborato un racconto, frutto dell'impegno comune, grazie all'utilizzo di googledrive. Una volta dato il via, ogni studente ha scritto un pezzo, continuando ciò che i compagni avevano pensato. Godiamoci il risultato di questo interessante esperimento di scrittura a più mani.

 

 SOGNO DI UNA NOTTE DI PRIMAVERA

mani

Era una bella giornata di sole, neanche una nuvola copriva l’azzurro cielo. Uno strano ragazzo girava solo per le strade della sua città; si stava recando al centro commerciale per trovare i suoi amici e passare un po’ di tempo assieme a loro. Ma, durante il tragitto, vide una bellissima ragazza e decise di fermarsi. Era alta, bionda, con gli occhi azzurri, aveva le gambe lunghe e snelle; camminava con grazia e sensualità attirando tutti gli sguardi su di sé.

 

Luca, così si chiamava il ragazzo, sentì il cuore battere forte e provò una strana sensazione che mai aveva provato prima. Tentò di avvicinarla, ma lei non parve notarlo.
Si fece coraggio, andò da lei e la salutò timidamente. "Scusa, potresti dirmi l’ora?” chiese con voce tremolante. “Mi spiace, non ho l’orologio... Però, aspetta un momento, ho il cellulare nella borsetta. Dunque... Per il telefono sono le 17, ma l’orologio del campanile segna un’altra cosa, forse non l’ho ancora regolato con l’ora legale”. “Non è importante, grazie, comunque. In realtà volevo solo scambiare due parole perché mi sentivo solo e ho visto che sei una ragazza carina.  Posso chiederti come ti chiami? Non ti ho mai visto in città. Non sei di queste parti, vero?“. La giovane lo guardò stupita e pensò fra sé e sé: “Sembra simpatico, ma non credo sia il mio tipo.” Così esitò un attimo prima di rispondere...

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Alla lettera di "welcome!" rivolta agli exchange-students ospiti all'Aselli seguono le testimonianze di alcuni di loro: Kari, Connor, De Wayne, Josiane, Kayleigh

 

TO THE EXCHANGE-STUDENTS             
Hi everybody,
My name is Daniela Nolli and I will be your counselor at Liceo Scientifico Aselli, the Cremonese school you will attend in Italy.
I'm writing to tell you something about our school, whose organization is totally different from yours, but as Exchange students you will have to follow the same schedule as the Italian students, which will mean  being patient for the first months when your Italian is quite insufficient to understand the teachers of our school.
Part of the educational mission of Liceo Aselli is to develop student responsibility and a good work ethic: attendance is mandatory and absence is to be justified by your Italian parents - in case of missing justification students will not be permitted to enter their classroom and Rotary  will  be informed.
The process of scheduling Exchange students is based on the School Committee choices: each of you will be assigned to a class and that class will be your class up to the end of the school year; once the school year begins, students will not be permitted to replace one class for another.

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Un tributo di Andrea, di 5H, alla storia dei mitici Fab Four, a cinquant'anni dall'esordio con Please Pleas Me

 

Please-Please-MeSono passati cinquant’anni dal primo LP prodotto dai Beatles, la band britannica formatasi intorno al 1960. Cinquant’anni di successi, di grandi emozioni, di vera e propria musica, poiché tutto è nato da loro. Attualmente capita molto spesso di trovare, nelle canzoni contemporanee, dei riferimenti a quelle degli “scarafaggi”, i fondatori di un’era musicale destinata a durare in eterno. Il 22 marzo 1963 è una data da ricordare, Please Please Me diede infatti inizio alla cosiddetta Beatlemania. Attorno a questo album, contenente 14 successi, vi possiamo trovare diverse leggende - in parte vere – come ad esempio il fatto che John Lennon si fosse eccessivamente nutrito di caramelle e latte caldo per fronteggiare il raffreddore, evidente in alcuni brani (Twist and Shout soprattutto).  Dopo meno di dieci ore complessive di registrazione, ecco che il produttore Geroge Martin consegna al mondo intero il primo capolavoro della discografia più celebre e stimata della storia della musica.  
A comporre le canzoni di questo primo album è la coppia formata da John Lennon e Paul McCartney, che già suonavano insieme da qualche anno. Anche George Harrison fu reclutato ben prima del 1963 ma inizierà solo in seguito a meditare qualche composizione. Ringo Starr invece, l’ultimo arrivato, si limiterà a cantare una canzone per ciascun LP (sono solo due le canzoni interamente costruite dal batterista fino allo scioglimento della band). In Please Please Me però non mancano alcune cover, ovvero successi di altri artisti del passato o a loro contemporanei. Questo perché al tempo risultava complicato incidere un album con solo pezzi propri. In onore dei quattro ragazzi di Liverpool e della Musica con la “M” maiuscola, andiamo ad analizzare pezzo per pezzo la loro prima raccolta, pubblicata, come si diceva sopra, ben cinquant’anni fa.

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Kari Porter, exchange student di 4F, ci offre una personale testimonianza del Viaggio della memoria, avvenuto dal 15 al 17 di aprile, al Campo di Natzweiler-Struthof e a Strasburgo

 

StruthofIl viaggio della memoria è stata una esperienza bellissima. Era molto  difficile per me capire come una persona è sopravvissuta durante la seconda guerra mondiale. Prima non ho pensato che fosse cosí brutta, ma dopo ho capito che sopravvivere era una cosa quasi impossibile. Questo viaggio mi ha aiutato per capire e vedere come era per queste persone. Per me, la cosa che era molto pesante era il campo di concentramento. C’erano cose che erano impossibili da immaginare. Le persone che vengono dagli Stati Uniti non capiscono quanto è stato doloroso. Sappiamo che è successo e capiamo che era terribile ma ci sono tante persone che non hanno mai visto. Mi sento molto fortunata perché ho visto cosa è successo. Negli Stati Uniti impariamo e parliamo della seconda guerra mondiale, ma vedere è una cosa completamente differente. Il viaggio ha aperto I miei occhi. Un’altra cosa che era bellissima era il parlamento Europeo. So di essere fortunate perché ho visto, e sono entrata nel parlamento e tante persone Europee non lo hanno visto. Vengo dagli Stati Uniti ma adesso capisco che c’è un mondo grande fouri dal Kansas. Sono molto contenta di essere stata a Strasburgo. Non era solo un viaggio ma è stata anche un’esperienza unica. Ho letto diversi libri sulla seconda guerra mondiale ma vedere è molto diverso.
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Andrea di 3E ci propone il suo diario di viaggio relativo allo stage linguistico a Bath, cui hanno preso parte dal 25 febbraio al 2 marzo 2013 le classi 3A, 3E e 3ALSA del Liceo Aselli. Arricchiscono il diario le belle fotografie scattate da Tommaso, di 3E.

 

Monday, 25-02
At 18.30 we met at Porta Venezia, and before the bus arrived, we filled our shared suitcases and we checked that the weight wasn’ t more than 15 kg. When the bus arrived, we said goodbye to our parents and went to the airport in Bergamo. There, boarded our shared suitcases, we had dinner at a nice place  while waiting to board. The plane should have left at 22:30, but there was a delay and we set off at 23.05 and after about an hour and a half flight, we landed in Stansted. From there we went to the hotel where we spent the night with Roman, who then hosted me, Davide, and Daniele.

 

Tuesday,26-02
gita tom 2013 003At 8:00 / 8:30 we had breakfast and then we got straight on the bus to go to London. In the morning we saw Shakespeare's theater, the Globe, the Tower of London, the Tate Modern and the Millennium Bridge, and finally entered the British Museum to see the Rosetta Stone, some parts of the Parthenon and many other things. In the afternoon we saw Big Ben, the Houses of Parliament, W
gita tom 2013 044estminster Abbey, Trafalgar Square with the London Eye and we also went to Hard Rock Cafe to buy classic T-shirts. After dinner around Piccadilly Circus, we entered "M & M 's world", a store with several floors dedicated to m & m' s. Then we went to Bath by coach to meet our host families, even though we had already met our host, Roman. We went by taxi to Roman’ s, where we met his wife Jane and his son Dominic, who is 3 years old. They showed us the room where we would sleep, with a double bed and a bunk bed.

 

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Riccardo Barbieri, classe 5G, ci propone la cronaca di un pomeriggio di ordinaria... follia matematica, vissuto dal gruppo di studenti dell'Aselli che hanno recentemente partecipato alla Disfida matematica (Olimpiadi di matematica a squadre)

 

disfidaUna mattina grigia e piovosa di Marzo vede 7 ragazzi e un professore incamminarsi per via Palestro, in orario scolastico. Cosa staranno mai facendo? Bigiando? Improbabile, data la presenza di un docente. Andando a una conferenza? Solo in sette? No, deve esserci qualcosa di più. Una gara? Già, ma quale? Un’olimpiade! E di che cosa? Beh, siamo in uno scientifico, di cosa se non di matematica?
Forse molti di voi non lo sapranno, ma i 7 migliori matematici dell’Aselli, venerdì 8 Marzo, festa della donna, sono andati a Brescia, per rappresentare tutta la nostra scuola alle olimpiadi di matematica a squadre, per la prima volta nella storia del Liceo! Questi magnifici sette sono: Alessandro Guarneri e Raffaele Zappalà, di 2^B, Nunzio Zignani di 3^C, Riccardo Barbieri, Tania Bossio, Alice Bartoletti di 5^G (sezione in via di estinzione) e infine Paolo Zappalà, di 5^B. Però non va dimenticato l’ottavo! Già, perché qualificato vi era anche Luca Borella, di 5^B, che, con grande spirito cavalleresco, non essendo possibili 8 partecipanti, ha lasciato il posto ad Alice!

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Olmo Nicoletti, classe 5E 2011-12, con questo lavoro ha vinto il premio Rotary (dicembre 2011) sul tema: "Essere solidale con il prossimo mediante l'aiuto ai deboli, il soccorso ai bisognosi, la simpatia ai sofferenti".

 

occhioIn quel periodo stavo in un vecchio monolocale puzzolente, in periferia, in una di quelle palazzine anni '60 con finestre piccole e che somigliano tanto a prigioni, viste di lontano.

Quel martedì mi svegliai con un mal di testa tremendo, maledicendo la sveglia con tutta la forza che potevo avere dopo le solite poche ore di sonno su di un materasso che mi ricordava molto il dorso di un alligatore: duro e pieno di protuberanze.
Non ero molto attivo di prima mattina.
    Uscito sul pianerottolo sentii gemere la porta del piano di sotto, i vicini, una giovane coppia, si salutarono e lui prese a scendere le scale.
Mi bloccai.
Non avevo alcuna voglia di incontrarlo, di scambiare un “salve” di cortesia, inutile parola.
Non è che mi stesse antipatico, in effetti non ci avevo mai scambiato una parola, lo evitavo ogni giorno, come gli altri inquilini del palazzo, semplicemente  non avevo nessuna intenzione di essere gentile, non sapevo perché avrei dovuto.
    Come ogni mattina mi recai al lavoro, mi bastavano pochi passi e un paio di fermate di metro.
Quei pochi passi però mi disturbavano, infatti dovevo passare di fronte a un'edicola, gestita da un signore sui cinquanta dall'aria bonaria, che, come ogni mattina anche quel giorno mi lanciò uno squillante “buongiorno!”.
Inutile spreco di voce.

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Flavio Bignami, classe 4A, ci offre un resoconto dell'esperienza della classe 4A, in visita al carcere di Cremona.

 

Piranesi 2La classe 4A ha partecipato, nel corso della mattinata di lunedì 18 febbraio, alla visita della Casa Circondariale di Cremona in località 'Ca' del Ferro'. Per comprendere ragioni, motivazioni e scopi per i quali si è svolta tale esperienza, è necessario redigere un resoconto delle attività svolte. Introdotta da una spiacevole, ma quanto mai ragionevole, pausa presso l'ingresso del carcere atta a verificare l'identità dei visitatori, la visita è cominciata con un'accurata descrizione da parte di un responsabile della Polizia penitenziaria  del funzionamento delle carceri e di alcuni fondamenti giuridici, con un approfondimento sulle varie autorità competenti e sulle modalità di arresto. In seguito la conferenza, svoltasi nel teatro della Casa Circondariale, ha cambiato registro toccando il tema della vita dei carcerati, argomento che inevitabilmente ha attirato l'attenzione degli studenti e creato interrogativi ai quali si è potuto rispondere grazie alle esaustive risposte dei conferenti, e alla diretta visita delle celle di detenzione. Tramite la guida di un poliziotto e di un percorso ben preparato (nonostante passasse di fronte al campo da calcio, dal quale i carcerati hanno avuto modo di mostrare la loro ospitalità nei confronti dei visitatori), il gruppo di studenti ha avuto modo di visitare due celle, libere solo perché in ristrutturazione.

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Federica Benassi, 2B LSA, ci propone una personalissima riflessione sul tema della notte. Il testo è stato scritto in preparazione all'esperienza che la classe vivrà nel monteore di Marzo all'Istituto ciechi di Milano. L'esperienza, dal titolo Dialogo nel buio, è finalizzata al confronto con una diversabilità e alla maturazione della consapevolezza della nostra sensorialità. È anche l'occasione per imparare, anche se per lo spazio di poco più di un'ora, a guardarsi dentro, a dedicare spazio ai propri pensieri ed alla propria interiorità.

 


notteÈ notte fonda, tutto tace.
Il silenzio è l’unico suono che pervade la mia stanza, quasi una linea immaginaria fra pensiero e realtà.
Molte volte mi capita di stare sveglia fino a tardi la sera e, proprio grazie a questi momenti, riesco a percepire tutto ciò che mi circonda. È proprio ascoltando l’impercettibile, prestando attenzione al silenzio, che scopro quanto esso possa essere inquietante e rumoroso.
Di notte riesco a scandire diversi rumori, che qualche volta mi sembrano alterati, amplificati o semplicemente diversi. La goccia del lavello della cucina che cade provoca un suono cupo e monotono, che non cambia nel silenzio, ma adesso è solo più libero di farsi sentire.
Volto il viso e odo le lancette della sveglia, che fino a quel momento erano impercettibili. Il ticchettio che al primo istante sembra essere così lieve e degno di essere ignorato, man mano diventa sempre più fastidioso e persistente.

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Matteo Bonaglia, classe 3C, ci racconta della partecipazione di una rappresentanza dell'Aselli allo spettacolo in lingua francese "Kabaret", tenuto il 5 febbraio 2013 al Teatro Zenith di Casalmaggiore

 

kabaret1Il 5 Febbraio noi, gli studenti che hanno scelto di cominciare o continuare lo studio del francese, mentre i nostri compagni partecipavano alle solite lezioni, siamo andati a Casalmaggiore per assistere ad una rappresentazione teatrale della compagnia France Théâtre. Il tema principale era la storia del Cabaret durante il periodo dell'occupazione tedesca in Francia ma, malgrado la trattazione di un argomento serio, non è stata un'esperienza noiosa o difficile da seguire, come molti si sarebbero aspettati. Tra battute esilaranti, canzoni di forte lirismo e passaggi di crudo ritorno alla realtà drammatica della persecuzione nazista (sullo sfondo, ma ben presente nella sceneggiatura) la compagnia ha tenuto incollati tutti, e non solo per la bellezza di un francese "teatrale".

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Francesco Guarneri, classe 3C, ci invita alla lettura di un libro molto interessante di Paolo Maurensig

 

La Variante di Luneburg
Paolo Maurensig
Adelphi, 1997

 

luneburgUn noto imprenditore tedesco, Dieter Frisch, è stato trovato morto nella sua villa in Germania. Inizia qui, con un lungo flashback, la storia: Frisch sta tornando dal lavoro in treno e mentre gioca a scacchi con un collega, gli si fa incontro un giovane. Dopo qualche momento, questi inizia a raccontare la sua storia: amante degli scacchi, entra in una sorta di circolo dove incontra un certo Tabori, che accetta di fargli da maestro. Per molto il giovane rimane sotto la sua tutela. Misteriosamente un giorno Tabori scompare. Si rifarà vivo solo due anni dopo, quando decide di adottare il giovane e di raccontargli la sua storia: anche lui, da giovane, amava molto gli scacchi, ma, essendo ebreo, non poteva giocare a causa dei nazisti. Cresciuto nel pieno della seconda guerra mondiale, viene internato in un campo di concentramento. Un giorno viene convocato dal sovrintendente del campo, per giocare a scacchi contro di lui: le prime tre partite sono vinte dal sovrintendente (Tabori perde di proposito). Successivamente, tramite orrendi ricatti, il sovrintendente lo obbliga a giocare al massimo delle sue possibilità. In questo modo Tabori riesce a vincere tutte partite, tranne due: esse determinano l'esecuzione di 24 uomini nel campo.

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Natalia Bonvicini di 4F ha recensito con questo testo breve, ma significativo, l'incontro del sopravvissuto ai campi di sterminio Boris Pahor con gli studenti di alcune scuole cremonesi. L'incontro, avvenuto il 26 gennaio scorso, fa parte del ciclo di incontri del progetto "Il futuro ha una memoria", a cui partecipa la classe 4F in rappresentanza del nostro liceo. 

 

memoriaÈ molto semplice, la vita di domani dipende da voi-, questo è l’esordio dello sloveno Boris Pahor che il 26 Gennaio scorso ha incontrato gli studenti di Cremona nell’Aula Magna dell’Istituto ITIS TORRIANI. Molti dei presenti compiranno, nel mese di aprile, il Viaggio della Memoria, vedranno il campo di concentramento di Natzweiler Struthof dove lo stesso Pahor è stato prigioniero politico.
Intelligenza, la  lucidità e humor travolgente… non ce lo saremmo certo aspettati da un centenario! Il superstite inizia specificando l’importanza di capire, innanzitutto, che quello che è successo non è stato solo un genocidio di Ebrei. Ricorda infatti, con un velo di tristezza, tutti gli zingari, i testimoni di Geova uccisi alla stregua dei Semiti, i disabili, gli omosessuali, i prigionieri politici.
-Mi accusano di essere antisemitista perché ricordo questa cosa-, continua Pahor sorridendo.
L’incontro va avanti. Non vuole parlare delle “solite” cose, ma, inevitabilmente giunge al racconto della loro situazione. Agghiacciante.

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Questa composizione di Francesco Nocerino (5B) è stata premiata con una delle due borse di studio intitolate a "Riccardo Rinaldi", sul tema “Dall’Abuso sui minori alla violenza sulle donne: combattiamo il silenzio” 

 

abuso donne minoriColoro che trattano in modo specifico il tema dell'abuso su minori e della violenza sulle donne raggruppano questi due fenomeni sotto il nome di “violenza di genere”, in altre parole si intende quell'insieme di azioni e comportamenti all'interno di una relazione che porta ad un danno fisico, psicologico ed esistenziale della persona.
Per prima cosa mi sembra importante riassumere alcuni passaggi legislativi fatti nel nostro paese per tutelare ognuno da questi episodi spiacevoli.
Il percorso italiano sul tema della violenza su donne e bambini inizia nel 1975 quando diviene legge un nuovo “Diritto di Famiglia”  che annullava l'art 144 (“Il marito è il capo della famiglia”) e anche la legittimità del marito di applicare mezzi di correzione e disciplina sui membri della famiglia. Inoltre nel 1981 veniva abolito il  cosiddetto “delitto d'onore” ovvero l'assassinio della moglie infedele, che comportava grandi vantaggi giuridici al marito, come ad esempio una pena ridotta e il “matrimonio riparatore” che consentiva a chi avesse stuprato una donna di rimanere impunito se fosse riuscito a contrattare un matrimonio con la propria vittima.

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Valentina Liarda, classe 5D, ci propone il lavoro con il quale ha vinto una delle due borse di studio intitolate a "Riccardo Rinaldi", sul tema “Dall’Abuso sui minori alla violenza sulle donne: combattiamo il silenzio”

 

ballerinaConobbi Clara quando ero al terzo anno di liceo, troppo piccola per comprendere i suoi maturi silenzi, troppo grande per capire i suoi discorsi infantili; nonostante avessimo la stessa età e mano a mano cominciavamo ad instaurare uno splendido rapporto di amicizia, un muro ci divideva: il Segreto, come lo chiamava lei, ciò che la faceva letteralmente andare fuori di testa quando danzava in un teatro, ciò che la faceva urlare e correre a destra e a manca, e quando qualcuno cercava di tenerla ferma, lei si dimenava come un animale selvatico: «No, mi prenderanno!» urlava ogni volta. Tutti erano spaventati dal suo modo di comportarsi in quelle situazioni, tant’è che a poco a poco smisero di farla danzare a teatro, cominciarono ad escluderla tutti, dai compagni di classe al suo gruppo di amici. È così che io mi avvicinai a lei, in un certo senso ho un’affinità con le persone emarginate, e con lei trovai davvero un’amica, una confidente, una sorella. I lunghi capelli biondi erano sempre una rassicurazione per me, ogni volta che ero triste lei c’era, pronta a consolarmi anche con un semplice sorriso. Le mie erano paranoie da sedicenne, e questo cominciai a capirlo solo quando iniziai a parlare dei miei cuori spezzati a Clara, perché ogni volta lei mi sorrideva, guardandomi con quegli occhi verdi: «Vedrai che tutto passa» mi diceva; e lì per lì non capivo, così come non comprendevo il fatto che lei non avesse mai nulla da raccontarmi, mai nulla di cui piangere, mai nulla di cui lamentarsi. Era sempre sorridente, ed un po’ la invidiavo, con quell’invidia senza senso di chi non sa, e di chi non può capire; e nemmeno quel giorno capii, quando trovai la lettera nella cassetta della posta, indirizzata proprio a me.“Cara Anna, scusami per la fretta con cui ti sto scrivendo, e spero tu riesca a decifrare tutto quello che c’è su questo pezzo di carta.

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A cura di Matilde Passamonti (classe 4B) e Chiara Ventura (classe 5B)


intervista ing ParmaImpareggiabile e preziosa è stata per gli studenti del Liceo Scientifico Aselli la visita che l’ingegnere Vittorio Parma – capo del dipartimento di Tecnologie degli acceleratori del CERN di Ginevra – ha riservato alla mostra di chimica “Alchimix dopo l’anno della chimica… la chimica negli anni.” allestita da alcune classi del liceo stesso, con l’intento di far conoscere la chimica nei fenomeni e nelle azioni più comuni della vita quotidiana, dalle origini preistoriche fino alla società contemporanea.
L’ingegnere Parma - cremonese di nascita ed ex studente del liceo Aselli - si trovava ieri in città nel ruolo di relatore sul tema: “ Il CERN: acceleratore di nuove applicazioni energetiche” che si inserisce nel ciclo di conferenze "Vivere con Energia" organizzato dall’associazione culturale "gli ex dell’Aselli".

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